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Filippo il Macedone, anzi il Comunicatore


Schiacciato dall’imponente figura del figlio Alessandro Magno, la figura di Filippo II di Macedonia (383-336 a.C.) si staglia nella storia greca per la sua grande modernità.

Un re asceso al potere del tutto casualmente alla morte in battaglia nel 359 del fratello Perdicca III che lasciava come erede al trono il troppo giovane Aminta IV, ma che seppe nel tempo risollevare le sorti della Macedonia, acquisire il controllo del mondo greco, preparare la strada alla grande impresa del figlio Alessandro contro l’impero persiano.

Giuseppe Squillace, Filippo il MacedoneUn recente saggio di Giuseppe Squillace, Ricercatore presso il Dipartimento di Storia dell’Università della Calabria, edito da Laterza, richiama l’attenzione sul personaggio soffermandosi non tanto o non solo sulle grandi capacità di comandante militare, ma soprattutto sulle doti di comunicatore che gli consentirono, attraverso le armi della retorica abbinata a un sapiente uso della diplomazia, di prevalere in molte occasioni senza fare ricorso alle armi.

Proprio le doti del diplomatico e la capacità di servirsi di tutti gli strumenti di comunicazione dell’epoca (ambascerie, lettere, oratori di spicco, intellettuali) per ottenere il consenso ne fanno una figura di grande fascino. Sui temi impiegati da Filippo nelle diverse circostanze e in relazione a differenti interlocutori si sofferma lo studio di Squillace.

L’Autore evidenzia la capacità del re macedone di cavalcare il sentimento religioso dei Greci per dipingere come giusta la guerra sacra nella quale era stato coinvolto e per porsi come paladino della giustizia di Apollo, di venire incontro alle richieste dei nemici attraverso promesse accattivanti e progetti di alto profilo che ne stemperavano l’ostilità, di non umiliare gli Ateniesi dopo averli pesantemente battuti nella battaglia di Cheronea (338) consapevole che solo così ne avrebbe guadagnato la riconoscenza e l’appoggio futuro, di compattare i Greci nel progetto di spedizione contro i Persiani che Alessandro avrebbe poi realizzato. Un piano di conquista, questo, abilmente mascherato però dagli slogan della “guerra di vend etta” contro il barbaro, di “tutela della democrazia”, di “ripristino della libertà” dei Greci, temi ideologici antichi che ancora oggi mostrano di mantenere tutta la loro forza persuasiva.

[Al.Val]

[10.01.2010]

 

 

Giuseppe Squillace, Filippo il Macedone, Editori LaterzaGiuseppe Squillace, Filippo il Macedone, Editori Laterza, Biblioteca Essenziale 83, Roma-Bari 2009, pp. 122, 12,00 Euro.




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